sabato

PostHeaderIcon Eliminare una sofferenza ora

Se abbiamo dei riferimenti negativi nel passato, emozioni che vogliamo neutralizzare, possiamo adottare una tecnica molto potente: innanzitutto proviamo a pensare la nostra vita come una linea, che dal passato va verso il futuro, passando per il presente. Su questa linea del tempo si trovano tutti gli eventi della nostra vita. Immaginiamo di posizionarci su questa linea, all'altezza del punto in cui si trova l'esperienza che ha generato questa emozione negativa. Ad esempio un mese fa, o un anno fa, o dieci anni fa.Restiamo al di sopra di questa esperienza, guardiamola con distacco e pensiamo di quale risorsa avremmo avuto bisogno in tale contesto per viverlo al meglio. Consideriamo una risorsa formulata in termini positivi e soggettiva. Maggiore flessibilità, sicurezza, autostima, coraggio, e così via.Ripensiamo ad una volta in cui abbiamo provato e vissuto questa risorsa: ricordiamola con tutti i particolari, le sensazioni che abbiamo provato, le immagini che abbiamo visto, i suoni che abbiamo udito.Ora stringi il pugno, così da ancorare in questa stretta, la tua potente risorsa. Mantenendo il pugno serrato, immagina che questa risorsa assuma un colore e ripassa l'intera esperienza con questo colore.Ora, torna nel presente, passando per tutte quelle esperienze in cui hai provato quell'emozione negativa: colora tutta la tua linea del tempo. Immagina anche di agire sul futuro, colorando tutte le situazioni in cui hai bisogno della tua potente risorsa.
domenica

PostHeaderIcon Il cambiamento

Uno degli aspetti più importanti che ho imparato partecipando e frequentando molti corsi sullo sviluppo personale è che la nostra vita può cambiare in ogni momento. Se fino ad oggi la nostra vita è andata “in una direzione” non significa per forza di cose che dovrà andare così anche nel prossimo futuro.
In ogni momento può capitare qualcosa in grado di cambiare la direzione della vita stessa, nel bene così come nel male. In ogni momento TU puoi far capitare qualcosa, un evento, in grado di modificare la tua vita.
Una delle più fuorvianti illusioni della nostra mente è credere nel fatto che “le cose sono sempre state così e quindi continueranno ad essere tali”.
Rifletti su..... un attimo.

In questo stesso istante potresti ricevere una telefonata che…;

oppure potresti incontrare una persona che…;

oppure ancora potresti fare una cosa che…


A me piace pensare che dietro l’angolo ci sia ad attendermi qualcosa di meraviglioso, ogni giorno. Questo atteggiamento ti può aiutare ad avere sempre un’aspettativa positiva da te stesso e dalla tua vita e......
se ti abitui ad aspettarti solo il meglio da te e dalla vita, il più delle volte lo otterrai.
Se sei cosciente del fatto che la tua vita può cambiare in ogni momento, puoi godere più intensamente di ciò che più bello possiedi nella tua vita, e nel contempo puoi impegnarti a cambiare ciò che non ti piace.

Ma non è meraviglioso tutto cio?


Lo dice anche la nota canzone dei Negro Amaro... Meraviglioso

ascolta il testo ..clicca qui


Ti auguro una buona giornata

Antonio
sabato

PostHeaderIcon La Paura di Cambiare

La PAURA
è la prima e fondamentale emozione umana. Piacere e dolore la leva che la fa muovere.
Grazie alla paura l’essere umano è riuscito ad evolvere, superando predatori ben più forti di lui. Ed i predatori che esistono ancor oggi sono quelli che si sono saputi adattare.
Contrariamente a quello che si pensa, non è l’intelligenza ciò che ha permesso all’uomo di evolversi. È stata la sua capacità di provare paura e di esserne consapevole. Adattarsi poi a quello stato indesiderato per attingere le forze dentro !!!
Grazie alla consapevolezza della paura, l’essere primitivo ha compreso l’importanza della vita, della sua e di tutti gli esseri intorno a lui.
La paura l’ha reso consapevole di quanto interesse aveva per “qualcosa”.La paura infatti è legata al timore della perdita: un oggetto, la persona amata, la salute, l’approvazione, l’amore, la vita.
Pensaci........
Se non avessi paura di morire, ti getteresti da un aereo con un paracadute tutti i giorni (sempre che tu non lo facci già)?Forse si, forse no, dipenderebbe da quanto interesse potrebbe suscitare in te quell’atto.Quello che è certo è che decideresti di farlo dall’interesse per quella cosa e, non dalla paura di perdere qualcosa.La fregatura è, che anche chi lo fa spinto dalla paura: la paura di perdere l’ammirazione, l’approvazione di qualcuno o solo di se stesso.
Ogni volta che evitiamo di affrontare qualcosa,
che non facciamo,
ciò che sappiamo essere giusto fare, è sempre manifestazione di una paura.
Di cosa si ha paura dunque!!!
Generalmente sono due le cose di cui si ha paura:
1) di morire
2) di perdere l’immagine che abbiamo costruito negli anni e che mostriamo agli altri.
La prima è comprensibile. Grazie a questa i nostri antenati sono sopravvissuti e hanno permesso l’evoluzione del genere umano (si sono adattati in fretta).
La seconda nasce dalla prima e prende vita autonoma.
Immagina una situazione che ti blocca. Ciò che ti impedisce di agire è la tua paura.Paura di cosa però?Se indaghi a fondo scopri che questa paura generata dalla perdita di una immagine che tenti di difendere a tutti costi. Una convinzione che hai di te e che desideri gli altri abbiano di te.Scavando ancora più a fondo, scoprirai che in realtà, tu non hai questa convinzione nei tuoi confronti. E’ per questo che tenti disperatamente di difenderla, evitando tutte quelle situazioni che la metterebbero in pericolo, in dubbio. Ecco quindi che il tuo sistema produce una forte emozione chiamata PAURA.Questa paura quindi fa da “guardiano” ad un luogo in cui TU non devi accedere per non scoprire qualcosa che ti farebbe troppo male sapere di te.Un pò contorto vero?Da un certo punto di vista può sembrarlo e, continuerà a sembrarlo fino a quando non comincerai a capire i meccanismi mentali di difesa che tutti noi attuiamo per proteggerci da un dolore profondo. Il dolore delle ferite emotive.Non dobbiamo necessariamente aver subito chissà quale tipo di esperienza traumatica per avere delle ferite emotive.Pensa che queste si forma nei primi anni di vita (si pensa fino ai 6 - 7 anni) quindi in un momento in cui non eravamo in grado di comprendere, in un’ottica adulta, quello che ci stava accadendo.Che ne dici allora di scoprire quali sono queste false premesse e cominciare a togliere loro forza ed energia? Che ne dici di liberare la visuale per poter finalmente intravedere e comprendere qual è la tua strada verso la realizzazione e la ricchezza in ogni settore?Che ne pensi di avviarti nella strada della RICCHEZZA TOTALE? Ho preparato per te questo semplice esercizio.Fallo tutte le volte che avverti paura e decidi di rinunciare.Non importa la motivazione che fornirai a te stesso.Fai comunque questo esercizio. Ti sorprenderai da quello che succederà dopo averlo applicato un po di volte alle tue paure.ESERCIZIOSenti bene la paura e localizza nel tuo corpo“Quale convinzione riguardo a te stesso, quale immagine di te, questa paura sostiene ed è sostenuta?”“Qual è l’opposto di questa convinzione che hai individuato?”“E’ questo ciò che pensi, credi di te stesso?”Trova altri episodi in cui hai avuto paura e ti sei bloccato e poniti dinuovo quelle domande per scoprire quanto, queste convinzioni su te stesso, abbiano impedito di fare qualcosa che desideravi.
Io sono a tua disposizione per aiutarti in un cammino che prima di tutto l'ho compiuto in prima persona.
Vieni a trovarmi sullo spazio web cliccando qui
giovedì

PostHeaderIcon Metodo di Studio Universitario




Cosa ci viene insegnato a scuola?




Esiste una informazione di base come l'Italiano con i suoi temi, la Matematica con i suoi problemi.
Esistono poi delle materie come il disegno tecnico, l'ducazione artistica, la musica e la mitica ora di educazione fisica che ci piaceva tanto! Cosa non si farebbe ora per dedicare un'ora al giorno per andare in palestra... ed invece ci sabotiamo continuamente.
Ah dimenticavo... esiste poi un saper come la storia, la geografia, l'astronomia, la chimica e tanto tanto altro che la scuola ci insegna dalle elementari fino alle superiori. Non dimentichiamo poi le lingue straniere!!
MA il tutto ci viene insegnato in modo passivo, difficilmente si incontrano professori che ci fanno appassionare a queste materie.
Ma come sarebbe stato se avessimo potuto imparare divertendoci ! Perchè dovevamo entrare in classe con la paura dell'interrogazione o con lo stress del compito a sorpresa? Perchè tutti ricordiamo il periodo scolastico in modo così particolare. Se potessimo tornare ora a scuola con la testa di ora, non avremmo paura del professore. Perchè succede questo?
La mia risposta è che la vita ci ha insegnato sul campo tante tante cose che la realtà simulata della scuola non ci ha permesso di fare. L'esperienza vissuta sul campo è ben altro dalla teoria. Bisogna imparare ad usare il cervello e non a tempestarlo di informazioni. E mi chiedo?
A cosa ti è servito fare le proiezioni ortogonali imparate alle scuole medie o piuttosto utilizzare lo schema di risoluzione dei problemi che ti propongono anche ora alle scuole elementari. Pensi forse che per risolvere un problema di vita ti devi mettere a fare uno schemino pensando che da solo ti risolva la questione?
Sta di fatto che si studia, si studia anche molto senza avere la visione di insieme. Si studia montagne di libri e non si collocano nel contesto generale. E ci viene detto che siccome si è sempre fatto cosi allora bisogna continuare a farlo!
Ma siamo certi che questo è proprio giusto negli anni 2000?


I ragazzi vivono la scuola come era stata concepita negli anni 40 solo che internet non c'èra o meglio non lo sapevamo. La Tv non c'èra... la società è cambiata e quando "tu studente" esci da scuola, qua fuori trovi un mondo diverso da quello che la realtà virtuale della scuola ti fa vedere.
Ma ti viene detto che bisogna studiare per potersi inserire nel mitico mondo del lavoro!! Ma ci si dimentica che quando esci dalla scuola tutti i giorni tu ci vivi già in un mondo che è "avanti" e va sempre più avanti.
Ma allora che scuola è questa? o meglio cosa vogliono proporci? e soprattutto chiunque va al potere ogni volta cambia le regole del gioco a discapito della scuola stessa. Questo è un mondo moderno, fatto come detto di internet di televisione di you tube, di grande fratello o isola dei famosi, di veline, di amici (ma dove!) di tette e di sederi allo sbaraglio, di fubetti del quartierino, di intercettazioni e di contro intercettazioni, di scandali calcistici, di ciclismo malato e di campioni del mondo (po..poropopopopo). I giovani hanno in mente di fare i fighetti imitando i tronisti, e tutti sperano di appartenere un giorno alla categoria dei vip!
La scuola pensa di voler fare ancora lezione in modo tradizionale dimenticandosi che fuori c'è un mondo fatto di luci, di suoni, di telefonini multimediali, di gente che corre e che parla con un linguaggio tutto nuovo. E tutto ciò ha un forte ascendente sui ragazzi. I ragazzi non ne possono più di rompersi le...scatole... in una scuola antica. Vogliono imparare con tecniche moderne. La scuola chiede disciplina, attenzione, seriosità, staticità a ragazzi che vivono in un mondo dinamico. I ragazzi vivono in un mondo molto molto diverso.
NON pensi che sia giunto il momento di sperimentare un modo diverso di fare scuola?
Non è giunto il momento che la scuola diventi un reale punto fi formazione attiva e non passiva?
Qualcuno potrebbe dire che tutto questo serve per inserirsi nel mondo del lavoro. Ed io mi domando quale mondo del lavoro. A cosa ci stiamo riferendo...? e soprattutto come è possibile che la scuola "antica" sia in grado di determinare all'età di 14 anni quale lavoro lo studente farà quando ha 20 anni. Come si fa a sapere a priori cosa farà quel ragazzo o ragazza che ha 14 anni oggi! Tu scuola, la vuoi o lo vuoi preparare al lavoro da operaia/o e magari non ti accorgi che quel ragazzo, magari un pò introverso oggi, diventerà il più grande designer del mondo domani!
Come fai a saperlo prima, a priori, per poterlo condizionare allo studio di una materie piùttosto che ad un altra! Il processo di crescita è diverso per ogni individuo e all'età di 14 anni non tutti sono in grado di decidere il proprio futuro. Che fretta c'è di indirizzarlo anzitempo.
I ragazzi di oggi dovranno inserirsi in qualcosa che vivono già;
la differenza è che dovranno solo essere consapevoli che la velocità del mondo è diversa da quella della scuola. Ma la scuola ci fa crescere tutti con una inconsapevole realtà. La velocità è diversa la fuori e senza un metodo adeguato di studio non si va da nessuna parte.
Il metodo di studio, il metodo di vita non ce lo spiega nessuno.
Però quando vai ai ricevimenti dei genitori, la maestra dice:
" la bambina o il bambino chiacchera, chiacchera troppo, sarebbe anche all'altezza, ma non ha metodo è disorganizzato!"
Cavolo!!!! dico io..... e chi dovrebbe insegnarlo il metodo di studio? Provate a guardare i piani di studio dei ragazzi delle elementari, medie e medie superiori. Non esiste una materia che si chiama metodo di studio. Non esiste!
E poi ci dicono che il futuro è in mano nostra... dei giovani! Quale balla più grande.
C'è un interesse alla base di tutto ciò.
Una scuola che lavora con l'obiettivo di un inserimento di questo tipo, fara molta fatica. E i primi cenni di protesta si sono visti ai tempi della Pantera ed ora ci siamo di nuovi vicini. Gli studenti non ci stanno più a far parte di una scuola che produce i cosidetti "si signore" o yes man/women. E non si tratta secondo me di pubblico o privato di sindacati o partiti politici. Si tratta proprio di basi. Se lo studente avesse lo strumento per imparare in modo attivo ci sarebbero meno studenti fuori corso all'università. Questo perchè se ci fosse la materia "metodo di studio" con le mappe mentali, la lettura veloce, le memotecniche gli studenti saprebbero molte più cose e soprattutto lo farebbero volentieri. Strumenti moderni al passo con i tempi e non vetusti. Invece sin da bambini dall'età di 6 anni (in prima elementare) ci viene detto:
"stai fermo e zitto, ascolta e basta".
Forse non è dappertutto così perchè esistono fortunatamente insegnanti consapevoli che danno qualcosa di più, che mettono la loro esperienza personale, che amano il loro lavoro. Ma sono convinto che sono pochi questi docenti. Veramente pochi. La scuola ci dà degli strumenti e questo è innegabile, ma ci dà degli strumenti antiquati, lontani dalla velocità delle informazioni odierne. E sarà sempre peggio. Potrei sembrare ed apparire per chi legge, che io odi la scuola.
Non è vero... io amo la scuola.
Ma sono amareggiato quando vedo che si fanno le cose, si fanno dei cambiamenti tanto per dire di aver fatto qualcosa. Per raggiungere un risultato importante bisogna avere il coraggio di prendere decisioni importanti. Di mettersi in gioco. E per prendere decisioni importanti bisogna esserci dentro. Bisogna viverla la scuola e non farsi raccontare dall'esterno. Sono docente a contratto all'Università di Pisa. Ecco perchè ho deciso di organizzare un evento. L'ho chiamato " Quello che a scuola non dicono". Lo farò il 22 novembre all' Università di Pisa presso il Polo Fibonacci con Gestione studi, Otto ore di puro divertimento, di come vorrei che fosse la scuola. Sarà la dimostrazione di come si impara ad imparare, di come ci si diverte e si impara alla velocità del mondo.
Forse un eccesso....? Chissà... Sicuramente puro divertimento!
Chiamami se vuoi passare otto ore in modo diverso, unisciti a me e passaparola! http://www.antoniobellucci.it/
lunedì

PostHeaderIcon Importante è ascoltare


Nell'ambito della comunicazione un tema che genera molto interesse è lo sviluppo della capacità di ascoltare. Apprendere lo stile dei clienti, delle persone con le quali lavori, delle persone in genere è di grande aiuto per creare il giusto "rapport". Per poter far questo vorrei trasmettervi uno stile che ho avuto modo di sperimentare con successo. L'obiettivo di oggi è quello di determinare lo stile comunicativo di un cliente, ed è interessante quindi porgli delle domande. Le domande che verranno rivolte le ho elencate brevemente qui di seguito. Il compito è quello di capire quali risposte usano il canale conestesico, quale l'uditivo, e quale il visivo. Verificando poi in quale gruppo il cliente ha dato maggior risposte, riuscirai, nel comunicare con lui, ad utilizzare il suo canale preferenziale. Presuppongo che tu conosca quali sono i sistemi rappresentazionali (vista, udito, tatto, gusto, olfatto... i cinque sensi) e che cosa si intenda per Visivo, Uditivo e Cinestesico. In ogni caso una persona prevalentemente visiva tenderà a parlare velocemente, gesticolando, come a voler disegnare in aria quello di cui sta parlando. L'uditivo invece (tenderà l'orecchio verso l'interlocutore) parlerà con un ritmo quasi musicale, privilegerà appunto il suono ed il suo ritmo di comunicazione è "proprio un ritmo". Il cinestesico invece avra una cadenza più lenta. Tenderà a toccarsi il corpo, a fare delle pause riflessive. Immaginate se una persona prevalentemente cinestesica incontra una persona prevalentemente visiva. E' molto probabile che il visivo incominci a dire al cinestesico... (stringi ... quindi cosa vuoi dire e mostri segni di impazienza.
Tornando al nostro gruppo di domande, qui di seguito indicherò una domanda per ogni gruppo Visivo (V), Auditivo (A) e Cinestesico (K).
Domanda da rivolgere al cliente durante la conversazione:
Ricorda un'occasione della sua vita in cui ha imparato a fare qualcosa di nuovo?
Il visivo risponderà..... attraverso segnali visivi - come immagini, diagrammi, istruzioni precise scritte
L'auditivo risponderà chè ha imparato a fare qualcosa di nuovo "ascoltando" o "sentendo" le spiegazioni di qualcuno
Il cinestesico risponderà che è andato per tentativi, sperimentando l'esperienza sulla propria pelle!
Ancora un'altra domanda per comprendere bene:
Domanda:
Per acquisire una nuova abilità preferisci:
Il visivo (V) risponde: "vedere" delle rappresentazioni, "fare" un corso, "vedere" il manuale
L'auditivo (A) risponde: "ascoltare" una spiegazione
Il cinestesico (K) risponde: fare delle esercitazioni pratiche per toccare con mano
Ed ancora:
Se un professore, o qualcuno spiega qualcosa preferisci che utilizzi:
Il visivo (V) risponderà che preferisce fotocopie, diapositive
L'auditivo (A) dirà che preferisce momenti di discussione, interventi di ospiti
Il cinestesico (K) risponderà che preferisce esercitazione pratiche
Non rimane che riflettere!
Buon lavoro
Antonio
mercoledì

PostHeaderIcon Fiducia in Se Stessi... Un must !

Uno dei fattori che influisce maggiormente al raggiungimento della soglia minima dell’autostima personale, sufficiente a farti lavorare con il giusto atteggiamento è la FIDUCIA IN SE’ STESSI: persa questa, continuare è inutile. Infatti è necessario per te che ogni mattina, prima di alzare la cornetta del telefono sulla tua scrivania, riesci ad essere sempre sicuro di te stesso e che puoi fare affidamento sulle tue capacità.
Sono due i punti che contribuiscono a darti fiducia e sono il pensiero positivo e la conoscenza del prodotto/servizio di cui parli via etere. Questi due punti sono, al contrario di quanto tu possa pensare, strettamente legati tra di loro per il semplice fatto che chi ti ascolta recepisce subito il livello di considerazione e di immagine che tu hai di tè stesso e del prodotto/servizio di cui parli e vendi.
Secondo te, se tu non sei convinto di tè stesso e delle tue capacità o non sei convinto della bontà del prodotto della tua azienda, come speri di convincere chi ti ascolta a darti fiducia e acquistare ciò che produce o fornisce chi per cui tu lavori? Per questo il messaggio che deve arrivare da parte tua, all’altra parte della cornetta dev’essere di assoluta consapevolezza delle tue capacità e di grande convinzione della qualità di ciò che proponi.
Il pensiero positivo in questo lavoro non deve mai mancare. Negli ultimi anni, questo tema è addirittura oggetto di studi di livello universitario, ma ci soffermeremo solo su alcuni basilari aspetti applicabili al telemarketing.
Pensare positivamente può aiutarti infatti quando un cliente o potenziale tale oppone particolari resistenze ai tuoi discorsi. Infatti senza un atteggiamento positivo, soprattutto chi è alle prime armi, è facile abbattersi per pochi clienti di questo calibro. Quando si ha un po’ più di esperienza, le risposte negative infatti tendono ad essere subito dimenticate! Ti consiglio quindi, se sei agli esordi di mettere subito in pratica questo mio consiglio, così sarai al riparo da facile demotivazione.
Altro motivo per essere sempre positivi è il fatto che in questo lavoro spesso dovrai confrontarti con colleghi che svolgono questo stesso lavoro. I risultati eccezionali che ottengono i tuoi colleghi più esperti spesso portano il neo-telemarketer a formulare nella sua mente questa domanda: “Quando arriverò io ad ottenere i suoi stessi risultati?”. Vista così è senz’altro un affermazione che tutto ha tranne che positività!
Applicando però un atteggiamento positivo potrai invece guardare tutto sempre dal miglior lato: in questo caso poniti l’obiettivo raggiunto dal tuo collega come il tuo primo traguardo da raggiungere! Ad esempio, il tuo collega in una giornata ha fatto dieci clienti e tu solo sei? Che problema c’è? Il tuo prossimo obiettivo sarà di fare nella giornata seguente quattro clienti in più a quelli che hai già fatto! Problema sparito!!!
Un ulteriore motivo per essere positivi è quello di creare un rapporto ed un clima positivo con il cliente duraturo nel tempo: io con molte persone, quindi non solo persone già di per sé simpatiche, ho creato grazie a tante conversazioni telefoniche, un ottimo rapporto. A forza di percepire la mia positività durante le nostre conversazioni, molti clienti diventavano positivi anche loro, senza che io facessi ulteriori “sforzi”.
In seguito, quando venivo chiamato e, vuoi per tanti impegni da portare a termine o perchè la giornata non era proprio delle migliori (questo infatti può capitare a tutti, me compreso), non avevo un atteggiamento positivo, i miei clienti esordivano sempre con un meraviglioso sorriso chiedendomi tutto ciò di cui avevano bisogno in modi estremamente gentili e cordiali… In questi casi non ho fatto altro che constatare che in quei casi erano loro a trasmettermi positività, ma sempre perchè in passato avevo fatto un ottimo lavoro in questo senso nei loro confronti!!!
Un approccio positivo dunque ti serve non solo per garantirti una certa serenità professionale, ma anche l’aumento esponenziale delle possibilità di riuscita nel tuo lavoro e nel raggiungimento dei tuoi obiettivi: qualsiasi essi siano! Tutti ottimi motivi per essere positivi…
L’altro punto che contribuisce a darti fiducia abbiamo detto che è la conoscenza del tuo prodotto/servizio. Avere la perfetta conoscenza di ciò che si parla può rivelarsi determinante, soprattutto se fai telemarketing per vendere e sei quindi un venditore.
Conoscere il tuo prodotto è importante perchè ti mette al riparo da brutte figure con il cliente, in caso di domande specifiche e la tua preparazione in materia è (credimi perchè lo noto tutti i giorni) sempre molto gradita. Quindi quando stai per alzare la cornetta, se hai le dovute nozioni, non hai mai il timore di non saper rispondere a domande particolari. Al contrario, se sai di non sapere almeno le cose fondamentali, è inutile che ti accingi a telefonare perchè lavorare con il timore di sbagliare, non ha mai portato a nessun risultato!
Inoltre la buona conoscenza di ciò che vuoi presentare (e vendere) ti dà anche un altro grande vantaggio: se stai facendo una campagna promozionale per vendere un aspirapolvere ad esempio, sapere non solo qual’è la sua potenza e suoi accessori, ma anche quale sono le sue più utili funzioni può metterti nelle condizioni di elencare una serie di benefici al cliente facendoli capire i vantaggi che andrà ad avere se acquista questo elettrodomestico. Quindi lasciamo perdere l'aspirapolvere e concentriamoci sul nostro servizio. Bisogna conoscere le emozioni che ci sono dietro una laurea!
E se non sono laureato.. qualcuno potrebbe dire?
Chiedi a chi lo è cosa ha provato in quel momento magico!
Oppure guarda dentro di te e scopri cosa hai provato quando hai superato un ostacolo importante di vita o quando ha portato a termine un progetto importante!

Per poter motivare un acquisto infatti, dovrai sempre aver presente i vantaggi che può dare ciò che offri!
Rifletti !

PostHeaderIcon Sai cosa è il Coaching?

Prova a farti un'idea di cosa è il coaching?
Come puoi applicare la Programmazione Neuro Linguistica alla risoluzione di varie sfide personali, aziendali.
Guarda questa serie di "spezzono" di film noti e nota come cuore e mente siano tutt'uno...
Buona visione....http://it.youtube.com/watch?v=To-2VBWqCnQ

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Società di Coaching e Tutoraggio Universitario, Coaching Aziendale e Personale. Pnl, Metodo di Studio Preparzione Esami
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